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Morte 27 novembre 2012 · lettura 2 min · 1400 letture

Il sorriso, la ferita della vita

M
Maria Pia Ercolino 85 poesie pubblicate
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Eri convinto che avrei ricamato la solita poesia di frasi contente, non l’ho fatto. M'ispiro sta volta a quel che va fatto all’uomo morto che sorrideva sempre, quel po’ che la vita gli giovava in volto lo sfigurava ed in cuor mai era come le sue labbra. I guanti eran un tempo bianchi, gesta magnanime avevi in testa, mai le hai compiute. ed i tuoi guanti giallo ocra son diventati. Come ti senti dopo aver visto tutto questo sbavare la tua vita? Ho dormito stanotte non come avevo detto, l’uomo dai mille sorrisi m’ha straziato i sogni la mia anima ha urlato fino a far sanguinar la gola. Sto male debole mi sento tu nel contempo sempre a sorridere stai, mai quel ghigno tu togli dal viso, l’ansia mi sale se solo lo penso. Il mio letto odora di sudore, lo sento sulla pelle piano mi bagna, languido discende è strana la sua densità... per caso è rosso il sudore? S’accende con una fiamma la camicia da notte cerco di spegnerla, invano io tento, di benzina e cherosene era pieno il mio letto. Non lo sapevo. Aspetto lenta il finir del fuoco di cui io son il combustibile, aspetto in silenzio il mio divenir in cenere. Tu mi guardi da vicino, col ghigno sorridente malato e triste, aspetti con me che l’opera mortuaria sia compiuta. Uomo normale tu eri che poi il male t’ha sfregiato, muoio innocente colpevole solo d’averti conosciuto.
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Ispirata al "Gwynplaine" di Victor Hugo, protagonista del romanzo "L'uomo che ride".

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L'autore
Maria Pia Ercolino
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Commenti (1)

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Nino Vicidomini27 novembre 2012

Anche se prolissa questa tua si lascia leggere con tento trsporto ed io l'ho fatto con l'interesse di sempre. Attento ai refusi.