Un dì
Quando morirò
fammi ascoltare ancora
le mie parole stanche,
che soffrono tra i libri.
Così saprò, amore,
che ti ho lasciato l’anima:
l’unico mio tesoro,
che non si perderà.
I miei soavi versi
ti toccheranno il cuore
e, come di giglio effluvi,
inebrieran le nari
dell’oscura donna,
che ebbra di tanto olezzo
a te mi condurrà
per rivivere un istante.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
G
Tutte le opere →
L'autore
Gino Ragusa Di Romano
Nacqui il 26 giugno 1943 a Pietraperzia, dove vivo. La mia famiglia m’impartì un’educazione spartana ed io ne condivisi gli insegnamenti, facendo degli stessi la mia norma di vita. Padre di quattro figli, col valido e costante aiuto della mia consorte, signora Maristella Calabrese, insegnante nelle scuole elementari, e
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!