2.552 lettori online · 360.661 poesie · 7.571 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Sociale
Sociale 4 dicembre 2012 · lettura 1 min · 928 letture

Terra avara

G
Giorgio Cito 5 poesie pubblicate
+ Segui
Era partito con il treno del Nord, aveva lasciato il sole, la terra avara. Nella valigia logora la nostalgia, ben chiusa, nel cuore la speranza. Aveva indossato l’abito scuro, un po’ lucido, ancora buono, stirato da mani dolenti. All’occhiello un fiore finto di quando Ninetta aveva detto si. Ninetta in grembo custodiva la creatura, in trepida attesa, e spargeva lacrime la notte, per una vita grama, sulle brune zolle. Tornerò presto, vedrai! E il cuore scandiva i battiti della rabbia per la terra avara. La moglie giovane, le sue carezze, il figlio... in viaggio, quando li avrebbe visti? Non gli restava molto, solo nostalgia e speranza. E’ tornato! E’ tornato col treno del Sud. Ha imparato a dire schiur, madunina, piccinin, con bastardo accento meneghino, ma non ha più all’occhiello il fiore dell’allegria. Svanita la nostalgia, la speranza pure, resta il sorriso di un bimbo, l’amore di Ninetta, resta il povero terrone, sull’amara terra avara.
♥ 0 💬 0
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
G
L'autore
Giorgio Cito
Tutte le opere →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!