Neve di ruggine, cenere di cera

Abili trucchi
e un po' di fantasia
per contraffare il gelo che mi piange addosso
imposte chiuse
bagnate di tristezza
ché non v'è luce
nel pulviscolo di bruma
accendo un fuoco immaginario
tra i sassi di falò d'estati rimembrate,
crepitìo di sogni
al caldo di parentesi pervinca
e rosa antico
tepore trapassato
imprigionato nelle ciglia stanche e vili,
letargo
fra i lembi di memoria
sordi
fino all'avvento del tuo spiro di savana
l'inverno si ripete
oltre la coltre e le lenzuola
lungi da me,
la realtà
cadrà neve di ruggine
e cenere di cera
al richiamo di brezze tiepide alle fronde,
sussurro che promette
una bugia
forse, m'imbroglierà, al risveglio
un'altra vita.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (2)
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Francesco Rossi5 dicembre 2012
Un fuoco immaginario acceso per scaldare di tepore la composizione che a tratti è volutamente dirompente. Ottimo il verseggiare.
Marisol587 dicembre 2012
Splendidi versi che scorrono narrando d'uno stato d'animo che prevale con l'arrivo dell'inverno, si ricorda l'estate trascorsa predisponendosi ad una specie di letargo interiore in attesa che al risveglio un nuovo e lieto evento possa ridonare gioia per la vita. Una particolare e splendida poesia.


