Gelo
Tutto congela
dove il pianeta
s'azzarda a riposare,
tutto un po' muore.
Dai miei fondali giunge l'evidenza
della tempesta che solleva sabbia,
anellata come spirale persa.
Brusio di squali,
squame di carezze alla salsedine
che la mia lingua lecca
e poi l'amaro sale sulle labbra.
-senza ritorno, il canto di sirena sul mio volto-
Giardini d'alghe
e putridi pantani di conchiglie
che trasparenti s'incagliano
per non veder la luce,
ma forse l'orizzonte è perso
dove la zattera di salvezza
non ha remi per issarmi a bordo
e si ribella.
Ingoio acqua
e la tua schiuma brulla
mi soffoca sulla bocca,
rigurgito ogni rima
sulla mia terraferma.
©
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L'autore
Manuela Magi
Amo tutto ciò che mi permette di sognare e sogno tutto quello che mi permette di amare. Leggo spesso Neruda e in particolare un poeta sconosciuto che ha scavato nella mia anima fino a trovarne il nucleo dove erano sopite le mie emozioni. Muore la parola appena è pronunciata: così qualcuno dice. Io invece d
Commenti (1)
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Gianluca Regondi6 dicembre 2012
tutto congela ... e ho davvero sentito freddo in questa lirica che mi è piaciuta moltissimo... "fotografa" molto bene un sentire che si vorrebbe lasciare lì in un angolo controllarlo ... felice d'averti incontrato
