Commiato
Commosso dalle
profonde vulnera,
sento come
di demone grido
incavalcarsi su per
le membra
e appo l'ombra
di quel che fui
o pur tal mi credetti
lascio perire
credenze vane e
vane illusioni
cui fui educato
o educar volli me proprio.
Di queste parole
che son lama profonda
trafiggo e strazio
me volente,
me medesmo
ché di questa vita
un tempo matto
disamorato or
non so che farmen.
Nulla al gelido sasso
rechino le genti
né epitaffio o incisione
né lagrima né fiore
né il sonno di chi pianse
sia da prefica
lamento franto.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
A
Tutte le opere →
L'autore
Alessandro Accorinti
Nasco il 10/07/1994 a Vibo Valentia. Vivo a Pisa e scrivo poesie da quando avevo circa 14 anni.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!