Un giorno che fugge
Guardo il cielo
che alza il chiarore
su questo giorno
di petali e pruni,
caduco riflesso
senza colore.
Il tempo passa,
non indugia,
cresce la mia vita.
Una voce mi proclama,
poi elogi, plausi,
volti felici, cori festosi,
allegre canzoni, risate.
Un passante curioso
legge il papiro.
Geme il mio cuore,
che sbatte e rimbalza
fra tanti ricordi.
Spengo il sorriso,
converto la gioia
in un triste rimpianto.
È alla porta
questo presente,
ma fuggirà
con l'amara memoria
che lascia la morte,
non tornerà.
La pioggia
bagna l'alloro,
mi accarezza
un soffio di vento,
cade una lacrima
sulla tua foto.
©
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L'autore
romeo lazzarini
Sono nato in una modesta famiglia nel 1953 a Padova terzo di quattro fratelli. Dal 1975 insegno presso l'Ist. superiore di agraria di Padova analisi chimico-agrarie e merceologiche. Non sono laureato ma diplomato (agraria). Nel 1977 mi sono sposato con Anna e abbiamo avuto quattro figli (Giovanna, Laura, Daniela, Cor
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