Sole di sicilia
Ti desidero, sole
quando emergi dall’acqua
e sali,
lieve e violento,
sopra
alle bianche marne
servo e padrone
di questo aprìco lembo
di sabbia e argilla.
Bruci e rigeneri
lo sparto pungente
e il giglio marino
il sacro ulivo
e l’umile vite.
M’immergo
nel mare d’agosto
tiepida osmosi
spontaneo vezzo
e guardo l’azzurro
assurdo del cielo.
Laggiù Cappiddrazzu
s’infrangono onde
soffiate dal vento
sfumando di bianco
questo verde infinito.
Salgo e discendo
tra ciuffi di garìga,
e frantumi fossili
di calcàrenite
scrigni di pietra
violati dal tempo.
Scorgo lontano
falèsie di gesso.
La pelle
satura e tesa
di acqua e calore
trasuda
gocce di sale.
L’aria diffonde
una mista fragranza
di salsedine e fiori
balsamica essenza,
respiro energia.
Grazie
erubescente sole
che sprazzi l’empìreo
con l’ ultimo
lampo vermiglio,
affondi silente,
ma illumini ancora
di luce amaranta
i conci di tufo
dell’antica torre.
T’aspetto domani
perpetuo ciclo
eterno equilibrio
.
©
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L'autore
romeo lazzarini
Sono nato in una modesta famiglia nel 1953 a Padova terzo di quattro fratelli. Dal 1975 insegno presso l'Ist. superiore di agraria di Padova analisi chimico-agrarie e merceologiche. Non sono laureato ma diplomato (agraria). Nel 1977 mi sono sposato con Anna e abbiamo avuto quattro figli (Giovanna, Laura, Daniela, Cor
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