May
Federica Di Fiore
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Occhi e corpo mutano,
rassomiglio sempre più a
una graziosa ed inquietante
bambola di cera dallo sguardo spento.
Divengo sempre più gelida come
rugiada di sera, serenata
di strada tra le lande
abitate e silenti della notte.
Nell'aria prima di Giugno
si perdono parole varie che
riescono in un lampo a
incendiare la fragilità dell'anima.
Ciò che prima sembrava
immutabile adesso si configura
come punto di partenza per
un'esistenza diversa.
Come Medea, divengo potenziale
assassina in conformità
con quest'onda informe
di follia dilagante.
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