Ti lascio
Io ti lascio via
sulle punte delle dita
i miei ritardi
e tutte le tue attese
per rimpiangere a te la vita
piangendone la morte.
Ma non riesco più.
A portare l'inutile dei tuoi affanni
-che mi bloccano
addosso
la rabbia-.
Io ti ridò
il senso della nullità,
la sconfitta,
i ricordi
nell'incapacità solo tua
di non averli mai vissuti.
E ti amo
-mamma-
ma ti lascio:
nel peso dei tuoi sguardi vuoti,
le giornate di nulla
e poi le lacrime
(quando si doveva ridere).
Io ti lascio.
Perché non voglio più portare il vuoto inconsistente
del tuo niente.
©
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