Fumo
Immagino di ricordare quando sono nato.
Tutti chiedevano del sole e lui comparve
come fosse il vento.
Venivano a vedere uno scheletro ricoperto
di carne sottile e lo guardavano da un vetro.
Lo spettacolino si muoveva piano,
e fuori tutti chiedevano dell’autunno e lui
comparve come fosse l’inverno.
Vidi il Mondo schiacciato dal mio piede
quando dissi per la prima volta il mio nome.
Più tardi, passò così tanto tempo che il fuoco
diventò freddo e le gambe di acciaio.
Tutti chiedevano di me e del mio piccolo
corpo, ma io ero soltanto un albero
e lo confesso, vidi la bilancia pendere per sempre
dalla parte dell’insopportabile.
Lo spettacolino, intanto, si muoveva in mezzo alle stagioni
e le cose mi passavano dentro senza uscire
mai più. Immagino di ricordare quando è stato.
Adesso, la bolla che mi ospita è diventata
una casa rossa e gialla dove colleziono
tutto il sangue che ho visto.
Tutti chiedono di quella volta quando
ci divertimmo così tanto che vivere sembrò
davvero un gioco. Nessuno risponde.
Io fumo, faccio finta di non sentire.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
la rileggo e mi viene in mente il tamburo di latta (Amara)
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
X
X Bruna Rossini27 dicembre 2012
Conservo questo testo e sottraggo furtiva alcuni versi per portarli con me. Questa poesia è una delle rare e stupende occasioni di stupore davanti alla forza delle parole, al genio che si esprime con cruda delicatezza.
Amara27 dicembre 2012
...nichilista e pure così morbida questa poesia... la trovo davvero bellissima, un pozzo dove cercare ancora tanto, seguendo la forma che immergendosi si prende con naturalezza...
