La stanza nel cuore
Raffyka Danse Macabre
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Dalle finestre aperte entrava la neve
Era tornato l'inverno, finalmente
Regalò le sue poesie al vento lieve
che le portò via, lontano dalla mente
Stava fissando quella bianca eleganza
La neve che sui suoi piedi si posava
Qualcuno era entrato nella sua stanza,
diceva, qualcuno che forse l'amava
Spesso affermava che sarebbe fuggita
Perché non sopportava più la sua voce
nessuno parlava con lei da una vita
la sua memoria le faceva da croce
Non era matta, non era impazzita
erano voci di tempi passati
tornavano nell'anima smarrita
nella stanza dai muri imbiancati
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
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