Memory of a last love
Federica Di Fiore
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Ti starò ancora pensando
oltre le luci leggere di quest’alba
che fugge, mia cara, ma quando
anche gli organi termineranno la
loro musica, mi ritirerò dietro
il corteo triste fingente lacrime.
Adesso è tutto in cenere,
non basta più attendere il
tuo ritorno, non è più abbastanza
tutto il tempo del mondo;
pur cercandoti, non ti avrò.
Ti starò ancora pensando
oltre i raggi prepotenti di mezzogiorno,
mia cara; mentre gli altri ti avranno
già dimenticata e racconteranno al
mondo con futili parole la tua
precoce scomparsa, senza farci caso.
Ti starò ancora pensando
oltre le luci vermiglie di questo tramonto
andato a male, mia cara. Sanguino
ancora lacrime sognando di averti
ancora sul petto, nonostante il
sole stia morendo nuovamente.
Ti starò ancora pensando
per poco: i girasoli seguiranno
le suadenti luci notturne, mia
cara, per l’ultima volta.
Nessun’altra anima potrà legarsi
come te e me, in eterno.
Il tuo corpo gelido giace sotto
questo terriccio freddo di Marzo,
dentro quest’urna di marmo bianco.
Un giorno, quando il ciliegio fiorirà
ancora, sarò con te, mia cara.
Adesso che tutto è cenere,
lasciami essere libero ancora una notte.
Lascia che mi perda tra le onde notturne,
Dea Luna, questa notte, per la mia amata
bambina. Lascia che anche io cada nella luce.
Lascia che mi salvi.
Lascia che mi salvi,
per la mia adorata.
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