Interpretando
L'alto cielo
non ardeva d'infinito
era di fuoco
ma non ardeva la grande potenza.
Biasimo e tormento
scuotevano gli animi
la loro superbia
la loro supponenza
qualcuno li amava
qualcuno li approvava
molti denigravano l'assuefazione.
Si parlò
di sordità e cecità
che confinano
l'uomo alla solitudine
e benché amato
non sarà il dubbio
a risollevarne la condizione
perché è radicata
la loro convinzione.
©
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L'autore
Carmelo Salvaggio
Sono Carmelo, sono nato il 15/11/1949 a Canicatti'(AG) e vivo ad Aprilia (LT). La mia formazione e' umanistca e non pongo limiti al desiderio di conoscenza. I miei principi sono i sani principi della mia generazione legati alla famiglia, al lavoro, alla fede ed alla tradizione ma mi riconosco anche un certo spirito c
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