Una folla di solitudini

Potessi fare una magìa
una soltanto
candeggierei quel cielo sporco di deserti,
ne cucirei un vestito
a misura d'anima e di cuore
che triste
la ressa di individui solitari
viventi per sè stessi
come la polvere non cessa di posarsi,
non smette questa pioggia
che bagna solitudini di massa
potessi
ordinerei d'amarsi senza veti
che luce, allora
cavalcherebbe sogni e frenesia
un gioco di prestigio
veder dissolversi pareti di cristallo
sedersi all'ombra dello stesso volo
mangiare fiori a colazione dal cuore di ciliegia
erba di fragola candita
condita d'armonia
ridere insieme
compagni della stessa scuola
dove s'impara a condividere un assolo d'allegria
vendendo al diavolo
superbia ed alterigia.
Non servirebbe ombrello
se il silenzio non foss'altro che un rifugio
nell'incavo dell'ego
e questa folla
non fosse che un giardino in cartongesso.
Addio, idolatri di giganti...
vado cogli umili sposati alla follia senza muraglia
dove l'amaro muore appena nato
ah se potessi...
non resterebbe solo fantasia.
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (1)
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Nadia Mazzocco6 gennaio 2013
Una Poesia splendida!!! Espressa in modo magistrale... fa bene al cuore leggerla, un bel poetare incalzante, vibrante!

