Il viaggio

M'imbatto in me,
quel giorno
un giorno a caso, specchio d'ieri
fra i domani
chissà dove
il niente mi sostiene appena
al tutto
intorno, fuori rotta
entro la folla che m'attraversa come nebbia
un fazzoletto d'anima mi veste
la nudità, lo scudo
la zattera d'un guscio d'umiltà
solo sostegno
lontano da ogni appiglio
in balìa
s'impara a vivere e a morire
chi sono, non so ancora
non conta
perché sono
se scivolo sull'acqua del dolore
senz'aggrapparmi al cielo
chi sei, lassù, che assisti alla mia guerra,
feroce e inerme
la lotta che mi devo
ignoro di sapere la tua via
ignoro d'ascoltare la tua voce
il viaggio
è già finito, senza mèta,
questo so
ora che i sensi hanno paura
annegherò d'aria
nella pretesa di raggiungere la terra dei perchè
la forca dell'istinto
estrae gli artigli dalle dita come spade,
uccidere si deve
l'orgoglio
schiavitù che mi galleggia e mi zavorra
alla deriva
non potrò bere tutto il mare,
ma posso
lasciare che la terra mi raggiunga
temo il viaggio
se il viaggio non dispoglia gli occhi
dal silenzio
che assorda la coscienza
naufraga
in assoluto assolo.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
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