A sera

Succede, a sera
che il giorno fermi il passo, incerto
su sguardi ciechi
dietro il vetro a rivoli traversi
succede
che ascolti il suono delle ciglia
mentre rubano una stella
niente torna
a carezzare l'ombra che disegno
sopra il muro
e niente l'accompagna.
A sera
serrate le palpebre sul cielo
schiudo le valve
al canto che risuona refoli emaciati
come un vessillo
il cuore freme al vento della notte
pronuncia il nome
che dorme fra gli strappi
brucia la pena
nei falò lontani, oltre la bruma,
in verticale, il fiato
stinge l'aria
d'un tempo imprigionato altrove.
E nel delirio scuro della veglia
trema, la mano
sulle parole inutili
sul pianto antico senza rive
perse le briglie
a sera
stringe la solitudine di un sogno
come una morsa
l'insonne voglia del domani, indugia
orizzontale
sulla fronte.
E, ancora
all'esalare d'ogni istante
è sera.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (1)
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Francesco Rossi15 gennaio 2013
Il suono delle ciglia, che bella espressione poetica inserita nel contesto della poesia che sciolta cattura l'attenzione del lettore.

