Lo zoo di Iside
Vanesie stravaganze contro l’invasione del suo sangue
Sogni acquosi rivolgono la mia passione altrove
L’amore della regina era
la conquista di mia madre attraverso altre donne.
Tento di vivere le mie fantasie in estensione di me…
Casa addormentata, occhi celtici, piacere acuto,
tristemente provai una pugnalata di gioia.
Scappo dalle tue fessure mielose,
bacio la tua ferita con piacere tremendo.
Il mio scrivere è un vizio, una malattia.
M’illudo, forse, di aver superato tutto questo?
Arrivo la notte ubriaco e febbrile,
sarà un’aberrazione,
ma più violento il linguaggio e il pensiero e
più sembra vitale e necessario.
Voglio l’ultima pagina ancora nella macchina da scrivere,
voglio scoparti, ebbra e balbettante, in modo delirante,
voglio nessuno cui io assomigli anche minimamente,
voglio il mio diario rosso,
voglio te Iside, beffa criminosa,
divina commedia sessuale,
laguna onirica.
Voluttà furtiva, di breve durata.
Musica rauca, voglio vedere facce nuove,
bere ardente Bénédictine ,voglio le droghe.
I cabaret mi eccitano.
©
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