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Riflessioni 16 gennaio 2013 · lettura 1 min · 2477 letture

Adulazione

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Dei convenevoli, fecero la smorfia e scivolate le parvenze rimase scevra e pulita l'illusione Piccoli cenci caddero rotolando dai gomiti, gesti s'intrecciarono intermittenti; un fonema strozzato d'ambiguità nevralgica schizzò fuori dalle orbite assassine Nella nemesi, ciclopiche scorciatoie brevi per sintassi, ornarono i voli radenti senza regalare doni ai ciechi di passaggio come poveri piccioni di borgata all'asciutto di semenza L'adulazione, prese il senso di caduta e lasciò arido il cammino. Poche le briciole in raccolta e nei campi il grano dorato morì esalando l'ultimo sospiro sopra un click degenerato
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L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (9)

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Aldo Bilato16 gennaio 2013

questa, per quanto mi riguarda, è una gran bella poe... suggerirei all'autore, sempre a mio modo di vedere, di togliere tre aggettivi (mi permetto perché so che non s'icaz...) "arrogante" "nevralgica" "assassine"...

P
Paolo Morganti17 gennaio 2013

La piaggeria è un'arte, come della favola del serpente che invita al frutto proibito, arroga il diritto alla padronanza di tutto il giardino dell'eden, come del potere che vuole il consenso, come chi ti dice che sei bravo nel tuo lavoro per farti lavorare di più, guai a cadere nella trappola assassina perché si è pesci all'amo abboccati.

Angela Fragiacomo17 gennaio 2013

L'adulatore come il diavolo dimentica i coperchi delle pentole scoperte le sue carte lascia arido il terreno patetico il suo tentativo di comprare approvazione e séguito per smascherarlo è sufficiente un buon olfatto e la riva del fiume dove attendere...è sempre solo una questione di tempo: l'onestà morale non fa audience, e su quella sponda si resta in pochi in un silenzio sincero

C

arguta riflessione, un testo da condividere e che fa comprendere tante cose, ottima poesia

Anna6217 gennaio 2013

Volutamente, l`autore ha calcato la mano per far sentire tutta l`indignazione verso quella categoria di persone che, i così detti cortigiani, hanno imparato ad affinare modi e linguaggio per compiacere, fino a quando non vengano smascherati. Gli adulatori, quanto dispendio di energia, quando basterebbe esser se stessi! Ho apprezzato forma e contenuto di questa poesia. Un plauso all`autore!

Rita Stanzione18 gennaio 2013

E poi, come fosse un cencio succede che scivoli a terra, l'adulazione... mostrandosi in tutta la sua povertà...Poesia che già dalla prima strofa mi è tanto piaciuta. Forte e tagliente

h
hy ju18 gennaio 2013

Cosa c'è di più odioso di un plauso fasullo? Forse uno dei vizi umani più deleteri: l'ipocrisia. La falsità isterilisce il mondo, rende soli, ammorba la comunicazione, avvelena i rapporti tra le persone. Poesia che si esprime con potenza. Linguaggio deciso. Fa solchi netti, decisi.

Laura Maira18 gennaio 2013

Nulla di buono c'è in un adulatore, nulla di buono porta l'adulazione, l'ambiguità di un apparire diversi di quel che si è per un miserabile fine. Convenevoli, apparenze, fumo d'illusione e niente sostanza... Amara realtà di molti purtroppo. Molto intensi questi versi, graffianti. Sempre geniale, complimenti, ammiratissima

carla composto19 gennaio 2013

intensa lirica che porta il lettore a riflettere... ipocrisia, falzità, adulazione, non hanno buone basi ... ed al primo spirar del vento cadono e nude rimangono senza nemmeno un cencio a coprir false parvenze... belle metafore, bella lirica... un plauso all'autore...