Notturno - la tredicesima ora

Alza la voce
in refoli di vento
la pioggia che sommessa mormora sè stessa
al lungomare
ascolto, fra le righe
racconti di passione solitaria
fiabeschi moti che sanno d'anima di strada
passi diretti al seguito del tempo
distratti fumi della mente
che intriga all'aria aroma di un caffè che desta l'alba
e a tratti
disegna facce a carboncino
fiochi cerini
sul foglio della notte
astrusa insonne realtà
esce e rincasa come il cucù sulla parete,
puntuale, bussa
una domanda fuori moda sempre attuale
d'un tratto il vero
s'interseca alla fiaba più dolente
vestendola da sposa
C'è chi ne scrive
come a raggiungere la mèta
veleggiando nei rigagnoli passati dal presente
vividi spettri
a selve di lampioni
inconsapevoli e mendaci del trapasso.
Cos'è - si chiede il saggio -
che resta del vecchio amore entrato in vena
goccia di fiele
legata a un fil di fumo,
ago sottile
la linea immaginaria d'orizzonte
che annega il giorno nel tramonto di un amore
tal quale annaspa, in cuor ferito
l'indistricabile matassa del ricordo
rintocca, sapiente, rarefatta
l'ora persa,
rendez- vous
sul volto anonimo d'ognuno
La tredicesima
- l'assenza -
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (1)
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Francesco Rossi23 gennaio 2013
Quando il condividere diventa poesia tutto ha una logica e le riflessioni verseggiate aprono squarci di luce nella consapevolezza dell'esistere sul volto anonimo di ogniuno.

