Figlio, Sei nato
Frastuono primordiale
echeggiano tamburi lontani
incalzanti nella notte ancestrale
al ritmo di antiche danze rituali
un cuore, due cuori, grida lontane
luci abbaglianti nella notte senza fondo, occhi,
innumerevoli e voraci, un cordone che porta la vita,
la lama che taglia e chiude la porta all'umido tenero limbo primigenio
E sei tu, piccolo angelo disperato
entri e laceri il velo opaco del mondo
arrivi con rabbia al mio cuore
che al fine sfinito si quieta
Occhi negli occhi cuore sul cuore
viscere a strozzare la gola, piccolo nelle mie mani
io vengo dopo, tu mi precedi
la Vita si rivela.
©
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