La terza luna

Che fai stasera
chiedo all'apostrofo d'avorio in fondo al pozzo
mentre colgo un po' di vento tra le fronde
ancorata al tetto
la sua effigie
sventola bandiera bianca
a sera
ritorna a piovere sui glicini
come la neve bruciava nel camino
quando spirava il tempo
che tutto era follia
eppure niente era più vero
lacrima dai pini
un'aria di rimpianto che sbeffeggia
Il gatto graffia i vetri per uscire
forte, l'istinto
lo chiama nell'altrove
un mondo a parte
dove si vive a lume di memoria
balzo nel vuoto
scarto dal reale
vitale, più del sapore sulle labbra
il difendersi dal cuore
malefico nemico
che magnetico, m'inchioda
L'arancio del suo pelo
si fa bigio, all'impatto col fitto della pece
oltre porta
e l'oscuro
ne vela l'essere irrequieto e solitario
a caccia di sè stesso
e anch'io
mi maschero da donna
smetto il candore della preda
tingo la bocca
del rosso perfido d'un sogno
E in fondo al pozzo
galleggia
la terza luna
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (1)
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Francesco Rossi23 gennaio 2013
Lumi di memoria affiorano dal verseggiare coinvolgente sia per intensità che musicalità.

