'' Dio non c'è. ''
Enea Randt
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Dio non c’è.
Lo cerco e non lo trovo,
forse è racchiuso in un fardello di pezza a tinte forti,
perché sia
ben visibile tra tutti gli altri;
fardelli scoloriti
macchiati da inutili promesse,
pendono dalle grevi spalle.
Tiriamo a noi gli angoli
di questo telo steso sulla nostra vita
per portarlo in alto sul nostro petto
finalmente al sicuro.
Dio non c’è
quando lo cerchiamo,
dove la fame è più forte dell’amore
e la sete gonfia le labbra tumide della miseria,
non è lì dove lo vorremmo,
scivola da tutte le parti
massa liquida incombente
nostro malgrado.
Di acqua e sudore
bagniamo la nostra schiena
mentre lo cerchiamo
tra le macerie del fato avverso,
che senza giustizia
affligge la pelle graffiata dei nostri corpi.
Di nebbia la tua presenza,
non c’è dato scorgere
la luce della vita tra quegli occhi impauriti
rotti dal pianto innocente di un bimbo.
Dio non c’è.
Rifugiato in quelle chiese dell’uomo
pregne di voci che cantano in suo nome
riempiendo il calice di quel vino
sangue del tuo sangue
mai sazi nella nostra sete di cupidigia.
Assente alle nostre misericordie
giustifica la tua presenza,
grande quanto la nostra speranza,
nel tuo abbraccio.
©
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L'autore
Enea Randt
Commenti (1)
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Flavio Uldanc22 gennaio 2013
Un'opera pregevole e bellissima!...Chi può davvero dire se c'è o non c'è, ma in questa poesia lo si ricerca in verità inconfutabili e lo si riconosce in ognuno di noi... Apprezzatissima, complimenti!

