Ora pagano il vuoto
Enea Randt
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Passiamo oltre
alle grida, allo stridere del ferro,
al cadere pesante
della realtà sfracellata senza pietà
non trema ne grida
ne guarda incredula
il tempo che ruba gli occhi
alla vita.
Scorre ogni giorno la linfa vitale
nelle scatole di acciaio
dentro le arterie cementate
a forza si tendono premute
sulla gravità incombente
schiacciate da luridi algoritmi
ingoiano denaro a fiotti.
Ma non basta mai
sempre di più, ancora
colma le avide bocche di una finanza
scellerata.
Ora pagano per quel vuoto
tanto da colmare lo spazio che manca
alle mani che afferrano inermi
agli occhi atterriti
alle labbra urlanti
ai sogni rapiti senza possibilità di riscatto
a quello che ci mancherà per sempre
in ogni luogo
dove loro non possono più vedere
sopra ogni lacrima
così assurda.
Passiamo oltre al ponte
alla congiunzione velleitaria dell’uomo
moderno per altro
ci chiama il lavoro
il frenetico quotidiano
ogni giorno ci passa addosso
lasciandoci il segno.
Ora pagheranno il vuoto
col ferro nuovo e luccicante
cancelleranno i dubbi
gli amori interrotti
di pianerottoli assonnati.
Ci daranno un altra via
da percorrere, forse libera
come l’onda che cresce
al vento
soffia sul viso
il crudo presente.
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Enea Randt
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