Cheta
Divelta e violacea
di vita privata
sopra le tenere brame
asciughi dell’anima
stracci
ora sì placida
più non spaventi
come quando torreggi
rubandomi gli occhi
e violenta la mente
quell’insano ardire
del piacere perenne
il segreto
vorrei carpire
tra le comode pieghe
carezzevole calare
per sedermi nel posto
dove i gemiti nascono
di ognuno di essi
indecente
sovrano...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!