Perduto fondo
Uno di quei pomeriggi sprezzanti
fobie bollenti e donne fredde
teste autocomburenti
futili miraggi privati
benpensanti si gettano dai ponti
assurda gara di scontate euforie,
tycoons in completo bianco
apparecchiano su megaschermi
quel giorno in cui saremo vecchi
e saranno legali le leggende
farcite di sterile morale,
voltarsi indietro all’improvviso
profonde motivazioni
scintillanti ideali
aspettano sulla panchina,
così lucenti e desiderabili solo
certe insonnie premeditate,
cornicione e folla distratta
non è poi diverso
dall’accettare ogni degrado
nascosto tra le pieghe
di un milione di brillanti aurore
tutte uguali,
e allora perché non smarrirsi,
affabile massacro degli istinti
catalogo di iniezioni letali
premi per raggiunta saggezza,
lenta e irreversibile paralisi
non mancherà mai il tempo
per immaginare il suo volto
sarà ben vestito
sorridente
vago
il buio...
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