Signora del niente
Lena Orfeo
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Quando son triste
penso a te Signora del niente,
che in un attimo
hai guardato alla vita
e più che al sole
hai pensato ad un ferro rovente.
E penso a quanto oggi
tu sia meglio di allora,
quando ignara mostravi
il gioiello ovunque e a chiunque.
Oggi sei senza collana,
e passeggi di volto in volto
assecondando il tempo
senza pretenderlo,
ridendo, ballando,
sottosuolo barcollando,
consapevole che il tarlo
si paga dentro
e che al mondo si regala
la misera facciata.
Un mio parente
t' avrebbe senz'altro criticata.
Ma noi sappiamo,
sappiamo bene Signora del niente,
quanto una risata stampata
sia meglio d' un lugubre ammaraggio,
e che il lamento distrugge tutto
in primo luogo se stesso.
Mi dici vai, ti dico vado,
ti dico ho pianto, mi dici hai pianto.
Per noi che amiamo troppo
tutto questo non ha senso.
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L'autore
Lena Orfeo
Commenti (1)
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Francesco Rossi26 gennaio 2013
Corrente il pensiero, lo sguardo fermo cade sugli istanti.

