Bagagli a mano

Passano,
inosservati.
Dove vanno
a macchie di vernice nei murales,
passano
dalle rotaie dei vagoni pendolari
sfilacciati
negli sguardi, come nebbia,
inganno
mischiato al rito della folla accampata
sulle banchine
prima di salire
sul solito convoglio senza orario
fermati a capire
grovigli mai tradotti.
L'aria
è più sporca delle unghie
che s'affannano a grattare via
l'impronta
di passi
nei sottopassaggi deserti
atterriti, come prede
fuggono
senza voltarsi indietro
passano, inseguiti dal rumore
d'usci che sbattono
al vento solitario,
pensieri
mai visti in faccia
nascosti fra i bagagli a mano
passeggeri
senza biglietto.
Alla prossima fermata
passano, ancora
da un lato all'altro della strada
incappucciati
capo basso
fingendo di pararsi dalla pioggia
Nessuno
li vede mai negli occhi.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (1)
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Emanuele Martina25 gennaio 2013
passeggeri senza biglietto, al vento solitario... molto molto bella,

