Idrolati di lacrime

La tua voce timida
era come un vagito stanco,
il refolo triste della notte
che pianta le sue gemme
nella nera terra;
e il mio cuore
una bianca tomba,
un cielo profondo
che suggeva le tue lacrime
e le affogava nel ricordo.
Oh, come vorrei
porti nuovi nepenti
da queste labbra
ormai lontane
dalla luce dell'anima:
potessi, tu, donargli nuova vita
sotto l'autunno rinsavente
delle tue perle piangenti!
©
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L'autore
Andrea
Scrivere è il miglior modo per esorcizzare gli spettri che ci ammorbano l'animo: la scrittura è soprattutto sentimento immediato, intuizione folgorante, potenza dirompente che trasuda da ogni lettera.
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