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Riflessioni 28 gennaio 2013 · lettura 1 min · 2098 letture

Ideali Vintage

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Ho esaurito il passo sopra un giro di punte svilito, in un pentagramma precompilato, che progettavo come sinfonia Ma, le scivolose nenie borghesi, danzano nelle mie notti. Mentre i tacchi della maldicenza riflettono spigoli della comune falsità Inoltrando le tempie sulle pietre passate, mi resta fresco solo l'odore d'antico Ed ogni sporgenza arretra, sul franare d'un ideale che sa di legno al tarlo e di cliché Impossibile percepirne la giovinezza, ora. Dei gigli, ogni petalo avvizzisce svanendo quasi quanto i Quanti presi di mira nell'immediato E' l'alchimia mondana che mi disarma, esplodendo i soli di mezzogiorno, lentamente; Mentre d'ogni goccia si ferma l'istante dilatando il reale, in una caduta infinita d'algoritmi imprecisati - Così! ogni passo aitante si placa In una fragranza d'amara torba secca come il Gin. Docile addolcente liquido, delle mie giornate matematicamente solitarie, quanto le mie idee
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Immagine di: © Kizimecca

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (6)

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P
Psr125712 A28 gennaio 2013

gli ideali di quell'età hanno la consistenza delle nuvole, con il soffio del vento si disperdono e non ne rimane traccia nel tempo.

Laura Maira28 gennaio 2013

Cosa ci resta di quel passato se non il vuoto di una solitudine che si deve in qualche modo colmare? Svanisce il buono di quei tempi, non se ne percepisce che un ricordo vago e amaro. Bella la chiusa, d'impatto. Molto apprezzata

Clara Gismondi28 gennaio 2013

Tra l'ideale e il reale, stretto e immobile uomo che rischia di essere soffocato dal contorno... la solitudine strappa al passato immagini che non hanno più nemmeno la nitidezza d'un tempo... Bella poesia... in lotta con se stessi e il mondo!

M
Moreno Tonioni28 gennaio 2013

E' quando l'uomo matura conoscenza dell'uomo, che le false promesse dell'ipocrisia mondana tacciono l'allettante richiamo. Tutti noi conviviamo e vezzeggiamo quel fare sociale che nasce dalla spregiudicatezza verso l'altro. Solo chi ha vissuto l'angolo buio ove la socializzazione alberga nella disperazione ha strumenti utili a scremare i sorrisi determinandone il giusto valore. Il Lomanno con questa lirica da ulteriore prova della sua profondità e sensibilità d'animo. Un sentire raro e prezioso che nasce calpestando il suolo con lo sguardo sino alla conquista della conquistata fierezza. Una conoscenza che permette un'ampio sguardo sulla miseratezza dell'umano socializzante omologato e sterile.

carla composto29 gennaio 2013

spesso il passato viene rivisitato in estrema solitudine ... a volte rabbiosamente e mai nella giusta misura di qualche cosa che ci ha dato modo di essere come siamo... lirica profonda e di spesore... molto sentita ed apprezzata

Pierangela Fleri29 gennaio 2013

In questa attenta osservazione, di sensibilità manifesta, l'Autore esprime egregiamente in versi di alto stile, la sua rabbia impotente verso un mondo perso che "lascia di fresco solo l'odore di antico" disarmato da una mediatica in caduta.