Limbo blu
Ho sentito parlare
di menti inespugnabili
collassate per il fetore
di divieti e leggi sartoriali,
erano ancora adagiate
sul prato che fumoso
s’atteggiava
a bordello di selvagge speranze
quando
triste materialismo
li ha colti
non era quello che m’aspettavo
umido d’ammirazione
sbranavo pagine
gialle di vita masticata
accecato
da balli liquorosi
d’infantile meraviglia
nella preziosa ebrezza
delle fughe impossibili
sporcavo la notte
con gesta infaticabili
e giuravo,
non sarei mai
caduto
in certa molle
mediocrità
e invece
eccomi in coda
per mangiare
soffrire
amare
saluterò
dall’undici notturno
sfocata corsa
su veleni asfaltati,
in mano un biglietto
che non ho
mai
comprato...
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