Perdersi

La mia folle matita
disegna la tela d’argento
di questa notte infinita,
mentre mi perdo,
non trovo più l’ora
e la bussola antica.
Quanti sospiri,
e quanti sogni di amanti;
diamanti di un sogno,
che getta a terra
i suoi guanti.
Mani gelide, giunte
ad adorare un altare,
di un dio troppo stanco
che non potrai adorare.
Fiori che sbocciano,
nel velo di un sogno,
niente è più vero
o acquerello d'ingegno,
gioiello d'astuzia,
o teatrale disegno.
Scorgere un'insolita luce,
nei contorni fragili di un sorriso.
E tornare, vuoti, nell'abisso.
E tornare da Te.
©
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