Geisha

A volte sei circondata
da un evanescente alone
che vela con astuzia
le tue tondeggianti forme.
Geisha un po’ invecchiata
ti prostituisci alla prima occasione
mostrando con malizia
la tua provocante bocca deforme.
Le tue adoratrici brillano
con luminose e tremolanti sfere
alcune, ribelli, svirgolano
fra le tracce delle loro fughe,
sforforano dell’universo
le lunghe chiome nere
mentre le scie lo accendono
come ai sorrisi fan le apposite rughe.
Vivono in palazzi onirici
spauracchi fatti di piatte ombre
che graffian con dita scheletriche
le ali annerite delle falene,
dentro timori atavici
dove la luce alla china soccombe
a menti urlanti e impaurite
con dei rampicanti frustan le schiene.
Aspetti l’arrivo del sole
perché creda che hai pianto quando invece è la brina
e per farti commiserare
ne lasci l’impronta ogni mattina,
ti mettono in canzoni d’amore
e dicono che, porti fortuna
ma da chi illude poi ti strappa il cuore
forse non sei diversa... luna.
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