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Riflessioni 9 febbraio 2013 · lettura 1 min · 1999 letture

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EnzoL 618 poesie pubblicate
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D'autoctone sonorità s'avvolge, il preludio del mattino. In filastrocche solerti a rimediare stelle, pochi istanti dei drappi d'un sogno. Bisbigli leggeri, nel richiamo di celesti punti a dissipare E le pieghe del viso: stanche baruffe con il sole Lemmi carnali delle mie necessità. Un viaggio deluso, contuso al fiorire del giorno. Retrocesso un passo alla volta sulle scale di mondi assecondati, in desiderate latenze di ali sdrucite. Oh, se pur vero ogni sasso dovrebbe affondare! Morire con il mondo! Poiché spesso la mia colpa è d'esistere e poi soccombere E non volere, solo stare, senza volare. Un adagiato cardine senziente delle giostre senza posa che attende il frinire del grillo o il canto della marmotta. La giusta vibrata liturgia sulle ossa la magia della vita o la sua scossa
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Immagine di © DerKlox- Cloxboy

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (15)

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Cosa non è di bello! E poi la musica le dona quel non so che di leggendario... Oh che bello sarebbe scegliere la forma ed il contorno di queste nostre ali chiuse...

Flavio Uldanc9 febbraio 2013

''Morire con il mondo! Poiché spesso la mia colpa è d'esistere e poi soccombere...''

carla composto9 febbraio 2013

un lungo viaggio, la vita ...esistere... soccombere, non reagire non cercare di volare... accettare passivamente... profonde ed intense riflessioni ...molto sentita

Angela Fragiacomo9 febbraio 2013

Fermo come un cardine adagiato colpevole di non volere volare, in un'attesa senza fianchi immensa come il ventre caldo di una madre da cui dover partire... e non partire mai rannicchiato nelle cose conosciute, sicure, comode. Il messia non verrà...nessuno busserà alla porta offrendo quella sola possibilità, o le ali nulla per nulla... anche un volo richiede la fatica del salto... e l'attesa diviene alibi alla sofferenza dell'anima...

Stefano Drakul Canepa9 febbraio 2013

oltre a leggere una poesia molto intensa, interessante e originale ho scoperto anche che le marmotte cantano... il che mi riempie di stupore... non lo sapevo... b r a v i s s i mo

Giacomo Scimonelli10 febbraio 2013

versi che portano a riflessioni profonde... scorrevole e ben scritta si apprezza fin dalla prima lettura

Silvia De Angelis10 febbraio 2013

Intercalare del profondo, nel suo percorso esistenziale, spesso non facile da accettare, per le variegate problematiche che sa porre in gioco nei respiri del giorno... Poesia molto apprezzata per il suo dire intenso e raffinato

P
Paolo Morganti10 febbraio 2013

tutto è surreale, il mondo che descrive il poeta, il suo personale mondo è percorso da retrocedenti passi nell'incedere del tempo, allontandosi dal vivere si affonda come sassi senza mai volare ed è profondo il pensiero quanto forte e temerario, non ci si perde d'animo anzi a testa alta si va avanti .

C

una poesia che induce a riflessione, nello stile magistrale dell'autore, notevole

h
hy ju11 febbraio 2013

..."qualcuno ci ha mai promesso qualcosa? e allora perché attendiamo?" (C. Pavese) ...la condizione dell'uomo, quale essere manchevole, creatura monca, anima che anela infinitamente all'infinito... cosa fa l'uomo se non incessantemente attendere? ...sì...ma: cosa attende?

nemesiel11 febbraio 2013

I versi espongono in modo mirabile la "condanna" dell'uomo. L'uomo, creatura finita che può contenere l'infinito, l'uomo che anela al volo ma non ha mezzi atti allo scopo, creatura "fatta della stessa sostanza dei sogni" a cui solo il sogno può donare pochi istanti di illusorio senso, creatura che vuole essere e non solo esistere, creatura condannata ad attendere... invano.

Rita Stanzione12 febbraio 2013

Sentire la precarietà, la fatica dell'essere- limite, nell'attendere, chissà cosa e chissà quando... la metafora del sonno, del sogno all'alba, che immobilizza e trasforma le forme è presentata con versi magistrali. Grande penna!

Clara Gismondi12 febbraio 2013

Gran bella poesia che, accompagnata dalla colonna sonora che hai abbinato, ricorda la giostra della vita... Un avvolgersi e uno srotolare molto ben orchestrato...

Laura Maira14 febbraio 2013

Vivere e morire, adagiati in un'attesa statica quel qualcosa in più dalla vita, quella scossa, quello che ci può risvegliare. Si spera che quel volo arrivi anche per noi. Versi di grande valore e bellezza

Annamaria Barone15 febbraio 2013

Cosa dire? Quando dietro ogni parole ci senti la cura del poeta e la ricerca, il lavoro, per rendere un sentimento, o una sensazione, un pensiero, perfetto? Cosa dire quando una poesia ti incanta, ti trascina, ti trasporta e la senti tua? Cosa dire quando pensi:"Ecco! E' ciò che sento anch'io ma non avrei mai trovato le parole!". Nulla puoi dire se non che la poesia è viva, nonostante tutto e nonostante tutti. "La magia della vita o la sua scossa"...