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Sociale 12 febbraio 2013 · lettura 2 min · 1397 letture

Ero bella

Omero Sala 519 poesie pubblicate
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Ero bella. Ai ragazzi del villaggio brillavano gli occhi neri quando passavo scuotendo gli orecchini che ho perduto e muovendo con passi da gazzella i fianchi miei rotondi; si spingevano ridendo fra di loro dopo aver sbirciato imbarazzati i miei piccoli seni duri e fermi. Non erano così quelli che ci aspettavano a Zuwarah, uomini freddi incapaci di sorriso che mi hanno imbrattata senza gioia. Ora – tu mi vedi – sono sporca. Si è asciugato il corpo, e non è mio, e dentro mi è restato quel deserto che tenace ho voluto attraversare. Arranco con le gambe scheletrite. Si è lacerata la pelle dei miei piedi sopra le dure rocce del sahel e non riconosco queste orrende ossa seccate dal vento e dalla fame. Sono brutta. Ho le labbra spaccate per la sete e gli occhi opachi di spavento dopo aver visto sopra il mare nero morire senza pianto, ad uno ad uno, fra le mani delle madri disgraziate i bambini incapaci di capire. Sono sporca. Mi vedo repellente. Sono gli stracci che mi porto addosso. Annego nel fetore. I ragazzi che mi danno l’acqua non riescono a sorridere per me, vedono solo lo sconforto, hanno negli occhi lo stesso mio sgomento.
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Omero Sala
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Commenti (1)

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nemesiel12 febbraio 2013

Difficile affrontare argomenti così duri attraverso la poesia mantenendo la grazia di un volo, senza cadere in una facile retorica pietistica ma l'autore ci è riuscito egregiamente. Il lettore si trova avvolto dalla tragedia umana di vittime senza colpa, partecipe di una realtà così lontana ma di cui tutti dovremmo sentire il peso della colpa.