A mia figlia
Nicolina Macari
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Ti scrivo sospesa nei miei occhi guardandoti
aspetto l'alba immergendomi nei tuoi respiri
sorridi mentre dormi e sento la preghiera che si dipinge di Dio
chiamata dall'amore nella concavità del cuore
e divento per te ali di vento, poi dolce culla intinta del canto d'angeli
Mio amore ti dico sottovoce
fino a quando il fiato avrà forma e sostanza
battezzerò per te tutti i sorrisi, insieme mieteremo paure
e il dolore avrà l'aspetto del pane caldo
nelle mie mani rendersi mulino
e quando il tempo per te canterà anni maturi
le tue timidezze scorgeranno antichi rossori
l'ultima stella ci darà alloggio abbracciate da donna e madre
ti rammenterò la bimba che eri
sistemando con garbo quel ricordo affinché mai si sazi di te
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Commenti (2)
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Elle16 febbraio 2013
Quanto amore da madre a figlia... nutrimento reciproco, a volte anch'io come madre ho provato la sensazione che fossimo unite... due bocche che respirano la stessa aria, ancora. Un'unione in cui si stabilisce un legame indissolubile... un avvolgersi, un proteggersi... Dolcissimi versi che sono braccia spalancate e cuore aperto... si sente dentro il vero battito.
g
giovanni bagnariol16 febbraio 2013
Un amore materno così forte, concreto e delicato (più di ogni altro sulla terra) si scioglie in canto per la figlia... Tenerezza e gioa sprigionano questi versi dalle incisive metafore nel loro melodioso fluire.

