Resta la scelta
Non resta che cadere,
spegnere tutto e dormire
finché tutto sia altrove.
O sorvolare questo mondo angusto,
polveroso e buio
smembrato
rattoppato e finto.
Ho visto alberi
non avere più linfa da piangere,
ho visto dal cielo ferito colare sangue
e dalla terra salire un grido
di muto terrore senza più voce.
Non resta che cadere
sprofondare nelle crepe più nere
e dormire.
O inventare ali e cieli,
dipingere colori
sulle vite angustiate,
gridare che è arrivato ora
il nuovo giorno
gridarlo agli orecchi chiusi,
alle menti spente
e correre liberando il fiato
dando un afflato di vita
agli ottoni ossidati dei nostri anni più veri,
risvegliare i nostri ieri
perché siano oggi
e i domani non siano solo neri presagi
di schiene piagate e sconfitte.
Ho visto uomini ancora interi
gridare nel fuoco dei silenzi,
ho visto donne
senza volto e senza paga
sfidare uomini e dei
urlando la vita.
E ho visto i figli dei nostri disagi
solcare le strade
scavare le fosse
gettando retaggi e cimeli di muffa
e costruire il giorno
che fughi quest'ombra di morte.
Ma forse non resta che cadere
e piangere lacrime mute
finché la terra salata non partorisca più fiori
e finché il cielo non cada
a coprire di calce le nostre miserie.
O spolverare i piedi,
riscoprirli veloci
unire in cori le voci ora roche,
abbattere le rocche
unire le mani
e spalancare
oggi
i nostri domani.
©
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L'autore
stefania giacarelli
Quando ero piccola sognavo di diventare scrittrice, e imitando Jo,una delle "Piccole donne" del romanzo,prendevo due mele e andavo a nascondermi in casa per scrivere...crescendo la vita mi ha portato altrove, ma ho sempre scritto,qualunque cosa, ovunque...su tovagliolini dei bar, sugli scontrini dei negozi...perché qu
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