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Impressioni 2 marzo 2013 · lettura 1 min · 2638 letture

Incantesimo di pioggia

Pino Tota 1101 poesie pubblicate
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Quel vento che scompiglia capelli e foglie senza più rimpianti alberi spogli che guardo infreddoliti senza conforto. Alti cipressi chiudono nell'ombra il mio dolore e l'occhio si chiude nel lungo incubo dell'attesa. Nell'aria d'amaro ramata tra brandelli di vita e di ricordi la solitudine che trapassa le ossa con memorie sfiorite e immagini abbrumate riflette la mia vita in un minuto che muore. Guardo le nubi e qua e là le ombre della vita disperse nel tempo e nello spazio sono fantasmi senza sole che cercano un rifugio. Lo sguardo si riflette basso sotto un incantesimo di pioggia e resto immobile nella strada che s'annotta mentre lo sgocciolio macera i sapori scolpendo l'uggia dei ricordi...
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L'autore
Pino Tota

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)

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Commenti (4)

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M
Mariasilvia2 marzo 2013

Belle le immagini, ben descritte in questo particolare incantesimo di pioggia. Soffocati sono i sentimenti, più evidente l'angoscia... lenti i battiti del cuore come il tempo. Ben stilata. Apprezzata!!!

Enrico Baiocchi9 marzo 2013

Tutto sembra ovattarsi in quest'atmosfera un po' onirica, un paesaggio visto dal finestrino di un treno a ritroso, dove i ricordi appaiono e svaniscono tra il fumo di una sigaretta, unica compagna stretta tra le dita infreddolite, lasciando il sapore amaro di una vita che fugge mentre noi restiamo immobili nell'attesa di una goccia, o forse di una lacrima. Amara e malinconica lirica che con sapienti pennellate in bianco e nero l'autore dipinge su una pergamena.

Rita Minniti9 marzo 2013

Come spettatore, immerso nel silenzio, l'autore osserva"quel vento che scompiglia/capelli e foglie",quasi come se volesse confessarci un pensiero che attanaglia la mente, un pensiero a lui caro, di quel suo pensare, mentre l'arrivo della pioggia è imminente. Una pioggia, metaforica, direi, dove se ne riesce a comprendere il significato profondo, là dove anche il rumore delle foglie e dei rami degli alti cipressi "chiudono nell'ombra il dolore"nell'attesa, forse di un nuovo giorno o di una nuova luce che illumini i propri giorni. Una poesia che fa riflettere, che sa di introspezione profonda, che sa di attesa, si, ma anche di speranza, perché la pioggia stempererà"i sapori"e quel che dei ricordi fa male, sbiadendoli e nutrendoli di nuove gioie.

Giovanni Chianese12 marzo 2013

Molto bella questa lirica, affascina il lettore catapultandolo al centro di una tridimensionalità, ove nel sacro luogo di una giornata uggiosa, la mente impressiona scenari di vita contemplativa. Vita come un'eterna bufera, dalla quale si cerca metaforicamente di disperdere nella pioggia i copiosi pianti.