Di quel che è Vero

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (10)
Piccole spore d'effimera armonia/come caligine al vento... in questi due versi è racchiuso il senso di precario che fa cadere le ideologie. L'uomo e i suoi piccoli e grandi drammi... Versi di spessore, tanto colpiscono!
mai, fino a quando l'ombra di un pensiero reale, spontaneo, non indotto, offuscherà la luce di chi ci imbocca della propria dottrina o della fede o della politica che poi è sempre la stessa corsa verso il potere. Grande, nell'esprimere la piccolezza, luminoso nell'esprime l'ombra, poetico nel raccontare l'umana pochezza, che tutti avvolge anche se la neghiamo.
Una composizione dalla quale traspare, se pur apparentemente impenetrabile, l'incedere di una percezione così intimamente sentita, così profondamente forte che lascia un immenso stupore nell'anima. Versi, di grande spessore, significativi, affidati ad uno stile essenziale e dalle note altamente efficaci. Il tutto, reso ancora più sentito, dalla voce dell'autore che la interpreta, con determinazione e sobrietà.
Mai come in questo periodo si sente questa ombra sul mondo... La mancanza di consapevolezza induce a madornali errori... Ne sento tutta la veridicità e condivido. Bella poesia!
lirica forte, che ti tocca che ci porta a riflettere sulla nostra caducità...sempre intense le poesie di questaa valente autore
La liberazione dell'essere umano prescinde dalla paura che nel vecchio testamento veniva sparsa a piene mani contro gli atei. La liberazione e la presa di coscienza passa attraverso l'acquisizione di una nuova coscienza. Anni di duro oscurantismo hanno fatto presa sulle genti che oggi però sono culturalmente cresciute e possono scegliere liberamente senza timore se avere fede nella croce oppure no.
Una poesia di ampio respiro in cui la lunga introduzione annuncia un finale che contiene, a mio avviso, una considerazione di psicologia sociale. In tal contesto si individua nelle "masse" un entità incapace sia di andare oltre il condizionamento degli insegnamenti e sia oltre la propria istintività. Un istintività bassa, reazionaria e ben lungi da quella nobiltà che secondo Nietzsche avrebbe condotto l'uomo nell'oltre uomo.
Liberazione dalla coercizione Sarà mai possibile? Di fatto no! Le masse, in quanto tali e non singoli individui hanno un unico sentimento che si autoalimenta in un'unica identità di gruppo, e qui si perde ogni possibile evoluzione, emancipazione dal pensiero indotto Da sempre, le rivoluzioni e i cambiamenti partono dal singolo che con forza e coraggio, soverchia l'ordine precostituito proponendo la mutazione in una nuova coscienza- consapevolezza Oggi i media sono il contagocce con cui viene somministrato il veleno quotidianamente Basterebbe tornare (cominciare, x alcuni) a pensare con la propria testa porsi quelle domande di sempre, cercando una risposta dentro sé nel mistero del proprio archetipo, ricco e saggio
ben espresso il male che si è radicato nella chiesa, ottimo testo
Non vi sarà mai liberazione seguendo le masse e soffocando il pensiero e il proprio sentire per amalgamarsi con ideali preconfezionati e fanatismi di vario genere. Grande riflessione, umana, vera, e toccante per la sua amara realtà








