Figlio mio
Cappuccio Anna Maria
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Quando sarò invecchiata
e le forze non saranno
che un ricordo ormai svanito
e come un prato rigoglioso
la beltà sarà fuggita...
i ricordi del passato
mi faranno compagnia.
Quando anche nelle pieghe
della mente il ricordo è avvizzito
e le rughe sono estese
figlio mio...
tieni stretta la mia mano
come feci io con te.
Se t'affacci alla finestra
nel cortile sottostante
v’è una donna pellegrina
che vuol farmi compagnia
in questo viaggio solitario.
Stretta in pugno ha la sua falce
e un rosario da sgranare
conta i giorni che mi restano
sul declinare della sera.
Figlio mio restami accanto
stringi... stringi forte...
la mia scheletrica mano.
©
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L'autore
Cappuccio Anna Maria
Sono nata, in un paesino di montagna "Perdifumo" che si affaccia sulla costiera Cilentana in provincia di Salerno. Provengo da una famiglia di umili contadini. Qui ho vissuto i primi anni dell'infanzia poi dal 1956 alla metà del 1960 mi sono trasferita da alcuni parenti a Mestre dove ho iniziato la scuola dell'obbl
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli1 aprile 2013
versi che arrivano dritti al cuore del lettore e commuovono ... melodiosa ed intensa come ogni opera dell'Autrice

