Anfitrione
Anfitrione, pe erore considerato
L'ospite mijore der creato
Fu invece il primo che stette zitto e muto
Dopo che lo fecero cornuto
Un giorno, ritornando dalla guera
Pe l'ennesima vittoria l'onore intatto
Cadde ginocchioni giù pe' tera
Scoprenno de l'ignobbile misfatto
Io che sempre fui coretto
Che tutti a casa mia sono padroni
E chi pensava che gli Dèi ladroni
Ospiti, me se n'filavano ner letto
Quann'ebbe bevuto e sfumacchiato la pipetta
Ragionando del suo mal, della disdetta
In fonno capì "Mah... il rodimento mio
Non po' esse rivorto verso Dio"
La donna mia non è ch'ha disdegnato
Quanno er dio della saetta
Ir furminaccio ner ventre j'ha piazzato
E ancora me ricconta che giocaveno a scopetta
Perchè, si sei stato fedele co te stesso
Diteme pure che ragiono come n'vecchio
Ar contrario de quella donna addolorata
Me posso guardà ancora nello specchio.
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