Sugose prigioni onomatopeiche
La libertà ha sommessamente uguagliato
Si è arrampicata sui sensi così affondati
Nell'antica civiltà umana
Con i miei occhi fisso la grinzosa intelligenza melanconica
Mi persuado di simile felicità anonima
Prigioni dorate della mia turbata mente
Mi sono aggrovigliato nei verdi pensieri ammiccanti
Mi sono regalato una scatola di morbido dolore
Ho guardato nell'invisibile tomba della città senza odio
Mi sono piegato ai tarocchi, al Dio Denaro e alle ignoranti strette di mano
La bellezza della patetica esistenza non ha bisogno di poesia
Ma di vapore anestetizzante per addormentare i suoi piani terreni
Oggi in esilio respiro bugie d'acero e botte in prigione
E mi moltiplico in cuori spezzati su cieli rovesciati.
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