Chiavi
Immoto è laggiù
che veglia il giardino di notte
gli antichi riverberi
ferraglia di treno
sia l’ultimo o il primo al mattino
conosco quel suono
e quel mondo
zampillo d’acqua
eterno s’aggiunge alla sera
emana odore dolce e familiare
ma è polvere amara
sui tralci imbastiti di corde
e di teneri corpi
irrompe il silenzio degli anni nascosti
ai miei occhi fuggiti
saranno fioriti oramai i viali e i sambuchi
e le tortore volano ancora tubando
al tramonto codardo e sbiadito
che inquieta il mio sguardo
l’allunga
sui boschi d’allori e di querce
su tenui facciate di case
sguarnite
©
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