Madreperla
Vita, guarito nutrimento
Con le tue mutate sembianze mi farai gemere
Urlandomi
Scompiglierai il mio universo tutto sovrastante
Trascinerai il bambino drogato con occhi bendati
Succhierai Terra-vita dal mio cervello in oblio
Farò da cicerone, alzandomi come farfalle LSD,
Al Presidente Mao
Non avrò il tuo passo rombante
Luogo di favola
Insaziabile esplosione di colori
Zampillando linguaggio crepuscolare
Avrò per te graffianti carezze
Dondolerò verso irradiati arcobaleni grigi
Via Lattea, Cassiopeia, amore
Mi spezzano gli insistenti cenni ottusi
Lasciami mangiare benzina allucinogena
Lasciami vendere poesia commercio
Mi turbo della tua poltiglia liquida
Tornerò a diffonderti, su e giù, tra la luna e i pilastri di Gerusalemme
Riva garage di periferia
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Commenti (2)
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Cristina Khay23 marzo 2007
E questa, dimmi... sotto che effetto l'hai scritta? Scusami ma non discuto sul contenuto dei singoli versi, di per sè materiale per altrettante poesie... ma non trovo collegamento, nè voglia di esprimerlo... se non una forte rabbia e confusione... A rileggerti...
G
Grandesempre Giorgio25 marzo 2007
Più che riflessione sembra provocazione, è molto ermetica come poesia non c'è dubbio, sinceramente non la trovo priva di senso anzi forse ha più senso di molte altre poesie che ho letto oggi, mantiene questo stile vago dall'inizio alla fine!
