Canopi Incrinati

Fu Braccio teso
e raggi di sole come falangi
per saluto
Tanto fu ed è;
Mano d'alabastro
ed intarsi d'odio sulle nocche
ossute
Branchie romane come
scusa per la plebe in bolla.
Capelli e righe per pigiami vuoti
e marce di fantocci oca:
Dispari follia delle menti omicida.
Parità, fu sospiro troppo lungo!
E' Per la forza che ricade neutra
sopra smunti vettori
che cadono le teste, ancora
Come Canopi,
Canopi incrinati
Incapaci di dominare
contenendo il cuore
Disperdiamo a goccia
passi nati antichi
perseverando in pazzia
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L'autore
EnzoL
Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (3)
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Maura M Fusco2 aprile 2013
Veramente profonda, con poche parole hai saputo descrivere l'orrore. Molto sentita.
Fiammetta Campione4 aprile 2013
Non solo per la forma di pregio mi ha colpito, ma anche e soprattutto per il contenuto profondo ed espresso con efficacia. L'ultima strofa su tutte. Poeta in continua evoluzione
Giacomo Scimonelli4 aprile 2013
un ''orrore'' verseggiato con una incisività unica... versi da brivido che toccano la coscienza...



