Nascere al sole
Enea Randt
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Adagio muovono le cime del grano,
chiome al vento in questa follia
troppo carica ormai del caldo sole,
ruggente di prepotente ardore.
Adagiate una dopo l’altra, spighe dorate
di grano il colore del pane
sazierà il ventre tondo di madre
portando dentro il suo frutto
di puro amore.
Urla di vita, il dolore le dà forza
nella spinta estrema verso la luce
intimo spasmo,
urla ancora
liberatorio il nascere,
d’oro i suoi capelli,
azzurre acque nei suoi occhi.
Gridano d’aria fresca i suoi polmoni
nel pianto innocente,
Oh mio dio quant’è la sua forza,
è tanta quanto la sua inarrestabile
voglia di vivere,
forte quanto la bellezza nelle lacrime
materne,
nell’unione dolce
tra i loro sguardi.
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