Ancore e Vele
Azar Rudif
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È una vita che corre mari
se chiglia non ferma a costa di terra
ove àncora marinaio il cor
e àncora veliero le vele a richiamar.
Ai primi venti dell'alba
s'issano àncore e vele,
riparte marinaio lasciando il cor
e velier portando àncore e vele.
Libero corre per mari
coi venti a gareggiare
mentre funi legano il marinaio
col pensier rimasto a terra.
Altro porto, altro ormeggio
àncore e legacci a fermar tutto.
Altri venti e gonfie vele
si riparte a tender le funi di terra.
Così ci si avventura per mari
con vele al vento il veliero
fino al confino ove attende un Dio
destino del suo navigare.
Innatural viaggio del marinaio
trattenuto da funi che d'ogni dove
lo traggono a ritroso peregrinare
fra umane paure e terreni affetti.
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L'autore
Azar Rudif
Commenti (2)
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Francesco Rossi9 aprile 2013
C'è la capacità dell'autore di rendere partecipe il lettore coinvolgendolo pienamente in questo duale pensare che con gran cura viene verseggiato.
poeta per te zaza21 giugno 2018
Un capace poetare la differenza tra una vita autentica, di "anima", e una vita dal mero esistere. Quest’ultima è rappresentata dal marinaio, sempre trattenuto da funi in ogni dove, incapace di governarle e dirigerle con sé. La prima è metaforicamente "corsa" e tracciata dal Veliero, libero e slanciato verso il mare aperto della conoscenza e della verità.


