Sahara Mentis

Lo accetto, da tempo ormai
costringo le braccia
alle flessure dei tempi morti,
agli scogli che percuotono
e che non lasciano spazio
né sonno liberatore.
Soffocando le membra
nella schiuma dell'illusione.
Le foglie... cadute, cadute
cadute.
Coloro che; fratelli e sangue,
ripiombano nei giorni
come sabbia aspersa,
scrollando la gaia tiritera
sul corpo cavo del Sahara Mentis
E non ho sentimenti adatti.
Non ho abbastanza oasi
per rendere giustizia
al risplendere dei volti
negli Olimpi e tra gli Allori
Il vuoto: è troppo spazio
troppo da colmare
per dare un senso,
uno soltanto all'atrocità
degli eventi infeltriti
Così, nel male d'acque impure,
stese ad un sole opaco ed ignaro,
sviluppo le retoriche sull'andare della luce.
Per sbiadire la memoria con una canzone
di tanto tempo fa...
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L'autore
EnzoL
Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (4)
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C
Citarei Loretta Margherita9 aprile 2013
un testo complesso che da alito a varie interpretazioni, molto originale, apprezzatissimo
carla composto9 aprile 2013
intensa lirica che come tutte dell'autore ci porta a profonde riflessioni...
omissam10 aprile 2013
...TI TENGO PER ULTIMO... come un dessert da gustare con calma... in silenzio... nella calma di una lettura necessaria...
Fiammetta Campione10 aprile 2013
Molto bella questa lirica, trasmette una malinconia che è quasi rassegnazione, l'autore riesce a contagiare la propria sofferenza. La terza strofa particolarmente piaciuta



