L'ultimo uomo
Distrattamente cerco di
muovere un passo nell’abisso
più scuro, provando a
discernere figure esili di
poveri uomini distrutti dal
dolore.
Come un penetrante specchio
rivedo la mia figura sorridente
muoversi in un passato felice;
apparentemente felice.
Non solide basi solcano
i nudi miei piedi;
disorientati i miei sensi
bramano riparo dalla tempesta
della tua eterna assenza.
Mai degnasti di un candido
sguardo questo tuo silente
suddito che disperato chiede
aiuto alla fatata corte
della tua bellezza.
Mai camminasti al suo fianco,
nel momento del dolore più
profondo.
L’ora è giunta di colmare
questa vorticosa assenza,
concedendo un po’ di felicità
a questo indegno uomo;
l’ultimo tra gli uomini.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Vincenzo Di Napoli25 marzo 2007
mi è venuto mal di testa leggendo questa poesia... anzi scritto..
M
M1st1c425 marzo 2007
io invece l’ho trovato interessante soprattutto la frase br ”Come un penetrante specchio br rivedo la mia figura sorridente br muoversi in un passato felice” br... infanzia felice dove ancora si era all’oscuro della crudele realtà del mondo e delle persone...
