La leggenda del pettirosso.

Un giorno dal suo nido un uccellino
sbattendo le sue alette prese il volo,
salito su nel bel cielo azzurrino
piano planò tra i rami di un nocciolo,
posatosi davanti a un fresco fiore
sfregò il suo bianco petto ad un bocciolo
e gonfiandolo poi come un cantore
un’aria melodiosa cinguettava,
scaldato dolcemente dal tepore
che il sole in caldi raggi riversava
nell’aere terso di quella giornata.
Spiccato il volo ancora volteggiava,
quando vide sul monte radunata
una folla di popolo e soldati,
parte esaltata, parte rassegnata.
Alle tre croci tutti eran voltati
che sulla cima avevano piantato
e agli uomini che v’erano inchiodati.
L’uccellino, piuttosto sconcertato,
s’andò a posar sulla seconda croce
ove Gesù di spine coronato
grondava sangue pel supplizio atroce.
Il piccolo uccellin di pietà acceso,
lo sdegno in cuor gridò con la sua voce
e con il becco un grosso spino preso
dalla fronte del Cristo, infin, lo tolse,
un sollievo sperando avergli reso.
In quell’istante i vispi occhietti volse
ove, sgorgata da quella ferita,
una goccia di sangue il petto colse,
tingendo tosto, come una matita,
le piume sue di un bel colore rosso,
a ricordar l’azion da lui compita,
per cui, da allora, ha nome pettirosso.
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Commenti (4)
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D
Daniele Fabbri25 marzo 2007
La metterei subito sull'antologia delle elementari. Bella bella,
Salvatore Ambrosino25 marzo 2007
Applaudo la tua fiaba, raccontata in questo modo è molto bella. bravo una buona idea di rielaborare le vecchie tradizioni (fiabe)
M
Marilena27 marzo 2007
davvero... è una bellissima poesia... è scritta in modo impeccabile...
B
Benedetta Cavazza Miciamalvina1 aprile 2007
la conoscevo la leggenda..e tu l'hai musicata divinamente.grazie veramente!
